Quando a Monza raggiungi (e superi) un limite

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23 Giugno 2014

L’essere umano ha tanti limiti, uno di quelli è la resistenza alla velocità, alle leggi della fisica ma, per uno strano ed affascinante meccanismo della mente, la sfida a questi limiti ha sempre un fascino ed una emozione particolari.

Ieri sono stato a Monza, per un turno di prove libere con la mia Honda CBR1000RR.

Un’esperienza mai provata fino ad ora, quindi per me tutta nuova e completamente ignota ma, allo stesso tempo, piena di fascino.

La sera prima mi sono preso un’ora per “ripassare” il circuito….curva Biassono, le due di Lesmo, variante Ascari, Parabolica….tutto a memoria, tutto nella testa, ero pronto a sfidarle queste leggi della fisica perché, diciamocelo, non capita mai di portare 180 cavalli al limite della loro potenza sulle strade extraurbane e mi sono detto, li si può fare, provaci Davide.

Iniziano ad uscire dal circuito le moto del turno precedente, sono moto da corsa, i turni sono alternati, uno per le moto da corsa e uno per le moto da strada e così via.

Allora chiudo la tuta, allaccio il casco, chiudo la visiera, stringo i guanti e mi porto all’ingresso del circuito, insieme a Max e Ale.

Quando il tipo dello staff ci fa segno di andare, in un attimo tutto si cancella dalla memoria, per me Monza è un circuito nuovo, mai visto……..l’adrenalina ha preso il controllo di corpo e mente ma la cosa non mi spaventa per niente, se c’è da sfidare la fisica, che sfida sia….

Entro dalla corsia dei Box…..è bellissima anche la corsia dei box, anche se la pista non si vede ancora….roba da non credere, da quanto è bella girerei una giornata anche solo nella corsia dei Box.

Una decina di moto erano già andate, io rallento un po’ aspetto Max e Ale, voglio varcare quella soglia in buona compagnia, voglio partire insieme a loro, non certo per gareggiare ma per condividere insieme a loro la grandissima emozione dell’ingresso in pista.

Eccoli…..si entra subito a metà del rettilineo, in un batter d’occhio il contachilometri è già a 220 km/h ma bisogna subito pinzare al massimo perché c’è la prima variante che è la più lenta del circuito, una doppia curva da seconda marcia, si fa a 60 all’ora…..destra, sinistra e poi via verso la Biassono, una curva a 90 gradi ma molto veloce, da terza marcia….in un lampo si arriva alla variante della Roggia, anche quella lenta, da seconda marcia, si entra a sinistra, si stringe al massimo per poi buttare la moto a destra e iniziare ad aprire il gas, possibilmente cavalcando il cordolo….

All’orizzonte la prima curva di Lesmo, mi butto tutto a sinistra per impostare la piega verso destra, una delle tantissime curve a destra di Monza, le due di Lesmo sono fantastiche, si entra veloci, in terza intorno ai 140 orari, poi si fa in tempo a rialzarsi spingendosi a sinistra della carreggiata prima della seconda di Lesmo che è meno lineare della prima e un po’ più lenta, si fa in seconda marcia poco sopra i 100 all’ora….e poi chiusi in carena si apre tutto il gas….terza, quarta e quinta scendendo verso il serraglio abbondantemente sopra i 200 all’ora…passato il ponticello bisogna iniziare a frenare perché si arriva in un attimo ad una delle due parti più belle del circuito, la curva del Vialone e la variante Ascari….curva a sinistra da seconda…..poi terza marcia, si tiene la terza in piega stretta verso destra poi ancora a sinistra per tirarsi su il prima possibile, lanciandosi sul rettilineo e spalancando completamente il gas, quarta quinta e sesta e contachilometri a 278km/h…..un brivido lungo tutta la schiena…. Vedo il cartello 300mt, poi 200mt e inizio a pinzare forte, quinta, quarta, terza e sento la ruota dietro che si blocca e saltella ma non mi spavento, è normale e il tutto dura una frazione di secondo…davanti a me l’altra ciliegina di questo fantastico circuito, la Parabolica……..butto giù la moto a destra, passando vicinissimo al cordolo per poi allargarmi al massimo sempre in piega, per completare la curva e immettermi sul rettilineo del traguardo alzandomi il prima possibile.

All’uscita della parabolica la manopola del gas è completamente aperta, il contagiri è a 12mila giri, quarta e quinta le metto subito, il contagiri resta fisso a 12 mila, i 180 cavalli si sentono eccome, se non fossi aggrappato alle manopole volerei via nonostante i miei 80 chili di peso (al netto della tuta!!), guardo di nuovo il contagiri, ha sfondato i 13 mila giri, sono in zona rossa, sono completamente rannicchiato in carena, di più non posso, vedo la pista solo attraverso il cupolino….davanti a me solo l’asfalto dritto a perdita d’occhio,  del rettilineo di Monza, le strisce bianche delle caselle di partenza sfrecciano sotto le ruote ad una velocità pazzesca….ma sono in quinta marcia e ad un tratto la luce gialla del limitatore mi acceca, sono oltre il limite….butto dentro la sesta marcia prima che il motore rallenti da solo…..il contagiri torna a 12 mila giri, occhiata velocissima al contachilometri dove vedo stampato 299km/h……..duecentonovantanove all’ora, provo una marea di emozioni contemporaneamente: paura, gioia, emozione, entusiasmo, brividi…….penso che quel contachilometri non può segnare più di così, è limitato a 299…..(limitato!!!) anche se la mia Honda può andare più veloce…..ma  ho solo il tempo di pensare che ho portato al limite la mia CBR, ho sfidato il suo limite massimo e l’ho raggiunto e ho l’adrenalina è al massimo ma nemmeno il tempo di rendermi conto della cosa che mi devo aggrappare ai freni e pinzare al massimo buttando giù quattro marce di fila perché la prima variante è già davanti a me, anzi, arriva decisamente in fretta…..molto più in fretta della prima volta…..e quindi mi butto dentro…..destra, sinistra e si ricomincia con un altro giro da togliere il fiato, questa e Monza! 

Tags: hondacbr1000 davide honda monza prove libere honda cbr1000rr cbr raggiungere un limite pista autodromo max alessandro

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