Gita con brivido sulla vetta del Legnoncino (1.711m slm)

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Un Sabato iniziato maluccio e, col senno si poi, continuato peggio, ma come si dice in gergo, tutto fa esperienza.

E’ il 3 di Settembre e questa mattina sono indeciso se andare o non andare a farmi l’escursione che ho pianificato da tempo, il cielo è un po’ nuvoloso e c’è un po’ di foschia che non permette molto di godere del panorama dall’alto.

Verso le 11 vedo che il cielo si apre, ora è sgombro dalle nuvole anche se la foschia non è sparita del tutto. Decido comunque di partire all’esplorazione della Val Varrone in sella alla  mia fidata Honda VFR.

Non ho ben fissato la meta quindi lascio fare all’istinto.

Arrivo in Val Varrone ed inizio a salire, seguo la strada per una mezzora buona finchè arrivo a fine percorso, dove in moto non si può più proseguire.

Ci sono delle auto parcheggiate e un rifugio, è il rifugio Roccoli-Lorla a 1.468 metri di altezza. Parcheggio la moto, mi cambio le scarpe e infilo quelle da Trekking. Do un occhiata ai cartelli dei sentieri e vedo che la vetta del monte Legnone è a 3 ore e mezza, il Bivacco Silvestri a 2 ore e un quarto……guardo l’orologio, sono le 13 e per fare anche quello più breve è comunque troppo tardi. Il monte Legnoncino invece dista solo una quarantina di minuti di camminata e decido così di recarmi li. Ovviamente ho dimenticato a casa i viveri, ma l’acqua me la sono ricordata. Mi reco allora al rifugio per farmi fare due panini dopodiché parto. Faccio un sentiero di montagna per poche decine di metri per poi trovarmi in un sentiero militare, un percorso ghiaioso con pendenza lieve ma costante. Non è una delle giornata in cui sono più motivato e mi incammino così un po’ alla cieca. Dopo una mezzora di viaggio arrivo ad uno spiazzo dove si scorge una vista davvero spettacolare, individuo un masso quasi a strapiombo e mi “accampo” li per il pranzo. Panino, acqua e un pezzo di cioccolato per riprendere le energie, dopodiché decido di proseguire perché, secondo me, c’è un punto ancora più panoramico.

E infatti, poche decine di metri più su, arrivo alla volta di una chiesetta dove accampano altre persone, arrivo fin davanti all’ingresso e da li si che si gode una vista mozzafiato. Si vede praticamente quasi tutto il ramo principale del lago di Como, a destra si vede Colico e si vede chiaramente l’Adda come immissario nel lago e via via si scorge tutto il ramo fino a Dervio. Alle spalle della chiesetta sventola una bandiera italiana, la temperatura è perfetta e il clima anche a quell’altezza, è molto piacevole. Faccio un po’ di foto e poi noto che dietro la chiesetta c’è un piccolo sentiero; decido di proseguire per quel sentiero e, di li a poco, arrivo ad una croce di metallo e capisco che è quella la vetta del monte Legnoncino. Da li la vista è unica perché da li, e solo da li, si vede completamente tutto il ramo del lago, da Colico a Bellagio, l’unico ostacolo è un po’ di foschia ma il colpo d’occhio è mozzafiato.

Rimango su una decina di minuti, quello spettacolo è da guardare in religioso silenzio per lasciare spazio all’emozione che si gode davanti a quel panorama.

E’ ora di scendere e così inizio la discesa soffermandomi ancora nei punti fatti all’andata per rivivere ancora una volta quei panorami bellissimi. Intorno alle 15.30 arrivo alla moto, mi rinfilo le tennis e riparto per tornare a casa, ignaro di quello che di li a poco mi succederà.

La strada in discesa è bella e abbastanza larga per godersi il viaggio senonché, dopo qualche curva inizio a sentire lo sterzo che si appesantisce sempre di più. Ancora qualche curva e capisco che c’è qualcosa che non va e, in men che non si dica, mi ritrovo fermo con la gomma posteriore completamente a terra: ho bucato!

E adesso???

Sono disperso su una strada di montagna, nel nulla, non so nemmeno dove sono…ma non mi lascio prendere dal panico. Prendo il mio cell e vedo che ho solo il 4% di batteria, per fortuna mi sono portato il PowerBank, mi salverà la vita.

Vedo che c’è anche il 4G in quella zona (Grazie TIM) e così scarico l’app della GenialLoyd. Mi metto in contatto con il centro assistenza e, dopo qualche simpatico scambio di informazioni con una operatrice un po’, diciamo così, stordita, riesco a comunicarle dove sono con precisione cosicchè può inoltrare la richiesta di soccorso al carro attrezzi che, per fortuna, ho incluso nella polizza.

Mentre aspetto il carro attrezzi, cerco qualche officina nei dintorni che possa ripararmi la gomma. Con il browser classico non riesco a trovare nulla e decido così di farlo usando l’app MAPS. Una sorpresa, mi trova le officine moto in ordine di distanza dal punto un cui mi trovo. La prima che vedo è proprio quella che cercavo. E’ una concessionaria moto che c’è a Bellano, c’è anche la foto e la riconosco, si chiama VENCAR. Decido di chiamare incrociando le dita e, per fortuna, mi rispondono e mi dicono che si, riescono a ripararmi la moto.

Ora c’è solo da aspettare il carro attrezzi che, dopo una bella oretta, finalmente arriva. A guidarlo c’è un tipo simpaticissimo, molto disponibile e per nulla infastidito da quella chiamata di soccorso del sabato pomeriggio. Tra una chiacchiera e l’altra scendiamo a valle e arriviamo al concessionario, scarichiamo la moto e lui se ne va. Sono le 18 passate e per fortuna c’è ancora qualche buonanima che lavora di sabato sera. Nel giro di un’ora mi viene cambiata la gomma perché il taglio era troppo profondo da riparare e verso le 19 posso ripartire per tornare a casa salvando così l’intero week end.

Ripensando a questa avventura mi sono reso conto di quanto dipendiamo ormai dalla teconologia e quanto però è comoda e ci può davvero togliere dagli impicci. Se non avessi avuto il cellulare o il Power Bank, sarebbe davvero stato un tranquillo weekend di paura ma per fortuna, tutto ha funzionato nel migliore dei modi.

Davide Galloni

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